comunicare con empatia

20 frasi per comunicare con tuo figlio quando non ascolta: terza parte sull’empatia

Terzo appuntamento con le frasi da usare per comunicare con tuo figlio. Soprattutto quando non ascolta. Come vi raccontavo nella prima parte, queste frasi puntano a comunicare con empatia. Ma cosa significa veramente? E perché è così importante usare l’empatia con tuo figlio?

Ne parleremo anche nel mio prossimo incontro su Come Smettere di Urlare con tuo figlio. In cui capiremo perchè nasce questa rabbia. E come poterla gestire. E vedremo in che modo l’empatia può essere uno dei migliori antidoti alla rabbia e al comunicare urlando in continuazione.

La cosa incredibile è che nel mio lavoro come psicologa, soprattutto nelle consulenze uno-a-uno che faccio con mamme e papà di cui mi prendo cura, lo strumento che uso più di tutti è proprio l’empatia. Che poi è uno dei motivi per cui ho studiato psicologia. Mi piace l’idea di poter essere d’aiuto ad altri. E ascoltarli. Di un ascolto vero, in cui le emozioni prendono vita. Spesso mi commuovo insieme alle mamme, ai papà e ai figli che magari attraversano momenti più complicati.

Empatia nel comunicare con i miei figli

In realtà l’empatia con i miei figli non è arrivata subito. Non mi sono resa conto di quanto fosse importante con loro fino a che non ho cominciato a riflettere su cosa mi passasse nella testa ogni volta che uno dei miei cuccioli piangeva, si arrabbiava o provava emozioni forti.

Inizialmente ricorrere all’empatia non era semplice. Mi trovavo spesso, come tante mamme, a sentirmi in ansia. O frustrata perché non riuscivo a consolarli. Ma anche solo perché il pianto e la sofferenza di tuo figlio ti suscita emozioni forti. Con il passare del tempo ho provato a sentire cosa diceva la mia testa in alcune situazioni che mettevano chiaramente in difficoltà i miei figli. Soprattuto il mio piccolo che è un bambino estremamente sensibile. E mi sono accorta che quando c’era un problema, se invece di perdere la pazienza, ascoltavo con attenzione tutto si trasformava.

Ad esempio sotto la doccia, quando l’acqua gli andava negli occhi e si lamentava. Ho smesso di liquidarlo in un secondo senza dare importanza a quello che diceva. E ho provato a capire il suo fastidio. Ho anche cominciato a ripeterlo a lui per aiutarlo a darne un senso. “Caspita amore, hai ragione, è davvero fastidioso quando va l’acqua negli occhi. Non ti preoccupare, faccio in modo che non ti entri neanche un po’ di acqua negli occhi!”

E se non c’è empatia nel tuo comunicare?

Senza empatia, si perdono le staffe quasi immediatamente. E il bambino che si lamenta per l’acqua negli occhi diventa un ostacolo. Il nemico da sconfiggere per portare a termine l’obiettivo del lavare i capelli. Quasi subito si alza la voce, e per tuo figlio diventa ancora più difficile affrontare delle emozioni che comunque lo turbano. Avrebbe la chiara sensazione di non essere al sicuro. Di non poter esprimere le sue emozioni. O che non mi interessa cosa prova e cosa sente. In questo modo perderebbe fiducia in me come genitore che comprende e che ascolta.

Prova a sentire cosa ti scatta dentro

Non ti colpevolizzare se provi spesso frustrazione di fronte alle lacrime di tuo figlio. O nei momenti in cui non ascolta. Non sei solo/a. Capita a tutti di urlare e di arrabbiarsi. Ma si può imparare a smettere di urlare. E cominciare ad utilizzare l’empatia con tuo figlio.

Non ti colpevolizzare. Nessuno di noi è un genitore perfetto. E i bambini non hanno bisogno di genitori perfetti, ma di genitori che sappiano osservare cosa succede e da lì modificare ciò che non va.  Prova solo a sentire cosa provi e cosa ti dici quando sei di fronte a tuo figlio che piange o che non ascolta. Cerca di osservare perchè è così difficile tollerare il pianto o la frustrazione di tuo figlio. Vedrai che piano piano questo ti aiuta a comunicare con lui in modo diverso.

Ma eccoci alle 5 frasi di oggi che puoi utilizzare per comunicare con tuo figlio in modo diverso dal solito.

 

11. “Usa la tua capacità di lavorare in squadra”

Per un po’ puoi fare a meno di: “Non essere prepotente” e  “Se ti comporti così nessuno vorrà più giocare con te”

Esempio: “Sei bravissimo come leader. Oggi ricordati di usare anche il gioco di squadra. Fai delle domande ai tuoi amici, invece di dirgli cosa fare e lascia anche agli altri la possibilità di essere leader”

Spiegazione: Molti bambini che hanno un desiderio intenso di essere leader (o di sentire di avere il potere) vengono etichettati come prepotenti e che nessuno vorrà giocare con loro se fanno così. Prova a diventare un coach per tuo figlio insegnagli che i leader positivi guidano gli altri con amore. Chiedono invece di comandare, mostrano invece di dire e fanno i turni così ognuno ha la possibilità di condurre ma anche di riposarsi, ecc.

12. “Avrei bisogno che tu _____________.”

Per un po’ puoi fare a meno di: “Smettila di___,” e “Non va bene fare___.”

Esempio: “Avrei bisogno che accarezzassi il gatto con più delicatezza, gli piacciono le carezze tranquille e rimane con te un po’ di più se lo coccoli con più delicatezza.

“Ho bisogno che rallenti e cammini come una tartaruga e non come una Ferrari visto che adesso siamo in un parcheggio pericoloso. ”

Spiegazione: Le frasi che si riferiscono al soggetto che parla sono percepite molto diveramwnte da tutte quelle richieste che cominciano con “tu devi”. E i bambini rispondono molto meglio quando parliamo con loro in un tono non accusatorio. Inoltre chiedere quello che desideri fondamentale per guidare i bambini nella direzione che desideri (rispetto a porre l’attenzione su ciò che non si vuole).

13. “Va bene piangere.”

Per un po’ puoi fare a meno di: “non fare il neonato,” o “non piangere.”

Esempio: “Va bene se ti senti triste, sono qui se hai bisogno di me. So che puoi trovare un modo per prenderti cura di te”

Spiegazione: E’ incredibile osservare come rispondono bene i bambini se non facciamo pressioni per far sì che “reprimano le loro emozioni” o cerchiamo di fermarli nei momenti in cui vanno in crisi. Insegnagli e fallo sentire capace di vivere e superare le proprie emozioni da solo e riuscirà ad uscire da quel momento di tristezza più velocemente e nel contempo aumenterà la sua autostima.

14. “In che modo puoi prenderti cura di te?”

Per un po’ puoi fare a meno di:  cercare di risolvere ogni cosa per tuo figlio, ad esempio “fai così__________, e starai meglio, non è una tragedia” oppure “ma perché te la prendi sempre così? Ecco, ti do un biscotto così ti senti meglio).

Esempio “Va bene sentirsi ____________. Che cosa potresti fare per sentirti meglio?”

Spiegazione: Far sentire i bambini capaci di prendersi cura di sé è un dono incredibile! I bambini che imparano a muoversi tra le emozioni con un senso di integrità e che sono capaci di intraprendere azioni per calmarsi si mettono meno nei guai e hanno un’autostima più elevata. Qui diventa fondamentale imparare a sviluppare la loro intelligenza emotiva.

15. “Mi fermo, faccio qualche respiro e aspetto che tu finisca”

Per un po’ puoi fare a meno di: “Fai fare a me.”

Esempio: “Mi sembra che tu abbia bisogno di un momento in più, mi siedo un attimo e aspetto due minuti oppure carico i piatti in lavastoviglie mentre aspetto”

Spiegazione: molto spesso siamo noi genitori a doverci rilassare un attimo. Rallentare il ritmo e consentirgli di provare ad allacciarsi le scarpe da solo o capire quale pulsante schiacciare nell’ascensore. I bambini spesso sono bravissimi nel ricordarci di essere presenti mentalmente. Rilassati e accetta un letto rifatto anche se non perfettamente e una scarpa indossata sul piede sbagliato. L’obiettivo è permettere al tuo bambino di provarci, sbagliare e riprovarci ancora per poter stimolare la sensazione di essere capace in modo che non dipendano da noi per fare tutto!!

A domani per l’ultima puntata di questa serie, con le ultime cinque frasi per comunicare con tuo figlio!

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