connessione emotiva

Crescere i figli con la connessione emotiva e senza punizioni

Nel mondo moderno come genitori siamo spesso spinti a svolgere il nostro ruolo sotto una quantità di pressioni incredibili. Il livello di stress che quotidianamente viviamo rende difficile seguire il nostro istinto naturale quando cresciamo i bambini. E molti di noi finiscono per sentirsi schiacciati dal senso di colpa. Con l’idea che se solo avessimo più tempo, fossimo meno stanchi o sapessimo esattamente come fare, forse cresceremmo i nostri figli in modo migliore. Avremmo una maggiore connessione.

Mi sono sempre chiesta cosa differenzia le varie tipologie di famiglie. Ancora di più da quando incontro ogni giorno molte famiglie con il mio lavoro di consulenza, mi interessa scoprire che cosa permette ad alcune famiglie di creare un clima di serenità e gioia in casa, in cui i figli crescono felici e sereni. Ma non solo: ho proprio l’impressione che i figli riescano a sbocciare come girasoli.  E i genitori trovano piacere e gioia nello stare in relazione con loro. Con il risultato finale che  tutti hanno la sensazione di vivere un clima famigliare piacevole, sano e gioioso.

Cosa fanno queste famiglie che le altre non fanno? Quali sono le variabili che le distinguono?

Diverse tipologie di famiglie

Queste famiglie sono caratterizzate da alcuni aspetti fondamentali da cui sono partita per creare e strutturare l’approccio genitoriale di The Family Trainer. Perché The Family Trainer? La risposta è semplice. Essendo una grande sportiva, mi piace pensarmi come un’allenatrice che affianca le famiglie.  Con una serie di consigli, strategie pratiche e riflessioni, accompagno passo dopo passo tutte quelle famiglie che non riescono a trarre piena soddisfazione dalla propria vita famigliare. Quelle famiglie in cui per esempio i bambini non dormono sereni. Oppure i genitori sentono di perdere spesso la pazienza. In cui comunicare è diventato urlare. Minacciare. Punire. Perché il bambino non mi ascolta. O non mangia. Perché fa quello che vuole. O l’adolescente di casa tratta male tutti. E qui, chi più ne ha più ne metta!

E giorno dopo giorno, i genitori faticano a riconoscere in loro figlio quel neonato angelico che hanno preso in braccio per la prima volta. Si deteriorano un po’ i legami. Si erode a poco a poco il piacere dell’avere una famiglia. E sembra tutto un lavoro. Solo fatica. Conflitto e poca gioia.

Fattori chiave per famiglie felici e serene

Se dovessi dire in generale cosa noto e osservo in questi genitori è essenzialmente una grande consapevolezza e una grande capacità di ascolto nei confronti dei loro figli. E la capacità di non sentirsi sopraffatti dalle piccole e grandi sfide che ogni genitore si trova ad affrontare. E qui cominciamo a toccare un aspetto fondamentale.

Ogni bambino è un mondo a sé ed ogni famiglia ha le sue specificità. Ma in generale la ricerca in questo campo può essere di grande aiuto. Numerosi studi mettono in luce chiaramente cosa fa di un bambino un individuo felice. Un bambino che si trasforma in un adulto felice, sano e responsabile. E credo di poter affermare che la domanda di fondo che mi rivolgono tutte le famiglie sia questa.

Diversamente da quanto spesso pensiamo noi genitori, non è necessario avere genitori perfetti. Winnicot, diceva che basta essere genitori sufficientemente buoni. Ma cosa significa nello specifico?

Primo fattore fondamentale: la connessione emotiva

I bambini hanno bisogno di una relazione con un genitore che lo ami e che provi gioia e piacere nel crescerlo. Una relazione che può avere anche momenti di rottura. L’importante è che  il genitore sia in grado di mostrare e dare esempio di come la relazione si possa riparare.

Un genitore che sa accettare e accogliere quello specifico bambino. Con le sue specifiche caratteristiche. E lo sappia guidare e accompagnare in un contesto emotivo che consenta al bambino di esprimere tutti i suoi talenti. E di esprimere la parte migliore di sé.

Lo so: più facile da scrivere che da fare. Ma è in questa direzione che dobbiamo muoverci. Cerchiamo di capire un po’ più precisamente cosa intendo per connessione emotiva.

Il bambino è da subito un essere sociale

Fin dai primi momenti dopo la nascita i nostri bambini sono esseri sociali. Cosa significa? Significa che il cervello di un neonato, sebbene immaturo, è immediatamente attivo e alla ricerca di segnali di interazione con l’altro. A poche ore dalla nascita un neonato, per esempio, è in grado di rispondere ad un sorriso con un sorriso. Ad un adulto che tira fuori la lingua, tirandola fuori a sua volta. E’ quasi impossibile resistere al fascino di un neonato. Sembra fatto apposta per creare una sorta di danza con gli adulti intorno a lui. Per altro questa danza reciproca riempie di gioia e di amore sia il neonato che l’adulto. Sulla base delle più moderne ricerche in neuroscienze possiamo realmente affermare che il modo in cui il neonato viene trattato influisce enormemente sul tipo di adulto che diventerà.

L’importanza della connessione man mano che crescono

I bambini, come abbiamo visto sin da subito, hanno un bisogno fondamentale di essere in connessione. Crescono, funzionano e fioriscono se si sentono vicini e connessi agli adulti di riferimento. Man mano che si trasformano da neonati a bambini, valutano il mondo intorno a loro come sicuro o non sicuro. E’ sicuro se c’è un adulto a cui si sente emotivamente connesso. E’ insicuro se questa connessione non c’è. E quando manca la sensazione di sicurezza è il cervello più primitivo a funzionare. Non certo la corteccia prefrontale. Ovvero l’area del cervello deputata al pensiero e in generale alle funzioni superiori.

Quindi un approccio genitoriale efficace deve basarsi prima di tutto sulla connessione emotiva con il proprio bambino. In assenza di questo forte legame non abbiamo alcuna influenza su di loro.

Riprendersi la gioia di essere genitori

E qui mi sembra di sentire la voce di tutte le mamme e papà che mi dicono: “Non mi ascolta, dottoressa, non c’è niente da fare!”

Quando non abbiamo alcuna influenza sui nostri figli, essere genitori diventa un compito davvero complicatissimo e assolutamente poco gratificante. Quando non siamo in connessione con il nostro bambino, il bambino non riesce a regolare le proprie emozioni e quindi non riesce ad affidarsi alla guida dei genitori.

Ma se ci prendiamo cura con amore di questa connessione allora possiamo davvero provare gioia e piacere nelle interazioni con il nostro bambino. E crescere dei bambini diventa nuovamente un compito meraviglioso e altamente gratificante.

Tu come ti senti? Per te crescere tuo figlio è ancora pieno di gioia o arrivi solamente stremato e esausto alla fine delle tue giornate? Riesci ancora a guardarlo con amore, sentendo il cuore che ti si scioglie di amore?

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