billy elliot

Come crescere un bimbo maschio femminista

Essere maschio, essere femmina

Come mamma di due bimbi maschi, mi pongo spesso il problema di come farli crescere senza dare per scontate tutta una serie di cose. Scherzando con le amiche spesso dico che devo insegnargli ad essere delle brave massaie. Non voglio che da grandi nelle relazioni significative diventino un incubo per l’altra metà della coppia.  Ma non è neanche troppo uno scherzo. Sono fermamente convinta che un bambino debba imparare a fare tutta una serie di attività. Da femmina. Lavori, competenze, capacità che vengono considerate di solo appannaggio femminile.

Nelle consulenze con le famiglie di cui mi prendo cura è spesso un argomento di conversazione.

Competenze utili per sopravvivere

Sono cresciuta in una famiglia dove il femminile era in netto svantaggio. Io e la mia mamma da una parte. Mio papà e i miei due fratelli dall’altra. Purtroppo la mia mamma ci ha lasciati presto e sono rimasta sola in casa con tre uomini. Incapaci anche di cuocere un uovo.

Mia mamma non aveva insegnato a nessuno di noi a cavarsela da soli. E non mi riferisco solo alle competenze di base. Ad esempio  lavare un pavimento, cucinare un piatto di pasta, stirare una camicia. Ma a competenze ancora più importanti per sopravvivere da grandi. Parlare con qualcuno, condividere, sentire le emozioni proprie e quelle degli altri. Provare empatia. Non aver paura di piangere e di mostrarsi fragili. Condividere le proprie emozioni con le persone che si amano.

A me almeno aveva insegnato a stirare e, per mia passione, sapevo cucinare. Ma vi assicuro che per tutto il resto ho dovuto fare da sola….

E in mezzo ad una famiglia di soli uomini.  Refrattari alle emozioni e a qualsiasi tipo di contatto profondo, mi ci è voluta la laurea in psicologia e tanto lavoro su me stessa per venirne fuori…

L’integrazione di due mondi e il superamento delle differenze

In realtà le parole maschilista e femminista non mi sono mai piaciute. Ma non posso non notare che persino i maschi della mia generazione in un certo senso rimangono ancorati ai ruoli tradizionali. Certo un po’ si sono evoluti. Hanno imparato a cambiare i pannolini (non tutti!). Si godono molto di più i loro bambini. Qualcuno si prende persino l’astensione dal lavoro per seguire i figli da vicino…ma purtroppo sono ancora un’eccezione che finisce sui giornali.

E scattano in automatico tutta una serie di comportamenti stereotipati. Ad esempio se il bambino è a casa con l’influenza , ancora troppo spesso è la mamma che rinuncia alla giornata di lavoro. Come se il lavoro del papà fosse più importante.  Non voglio generalizzare, ma insomma di esempi ce ne sarebbero a centinaia.

Per me il punto è l’integrazione del maschile e femminile. Solo in questo modo è possibile superare le differenze. E sono convinta che come genitore ho un ruolo fondamentale in questo. Per questo motivo ho regalato delle bambole ai miei bambini, a cui sono molto affezionati. Sono la perfetta rappresentazione del loro sé femminile. Le hanno chiamate la Tommasella e la Martinella. Come dire: è quella parte di me che ha caratteristiche più femminili. Da psicologa, la speranza è che quel sentire più femminile venga integrato nella loro personalità. Vedremo…

Boys don’t cry (i maschi non piangono)

Nel frattempo io provo ad insegnare loro che le differenze si possono superare. E cerco di farlo anche nei contesti più maschili che conosco. Negli spogliatoi della squadretta di calcio (eh sì….li educo anche ad integrare il femminile, ma da certe cose non si scappa…) dove giocano ho spiegato a molti papà di smettere di dire: ma dai, non piangere!!!

I papà più evoluti lo hanno capito. Piangere non è né da maschi né da femmine. Significa semplicemente saper entrare in contatto con le proprie emozioni ed esprimerle agli altri. Con la fiducia che saranno accolte. Oppure quando nei giochi più scatenati fanno male ad un amichetto o ad un’amichetta non gli chiedo di scusarsi. Cosa che fino ad una certa età non possono fare perchè non riescono ad integrare il punto di vista dell’altro. Ma li invito a pensare una cosa carina per l’amico/amica: un disegno, una carezza, un abbraccio o semplicemente chiedere: va meglio?

Insomma, ho trovato sul New York Times un bellissimo articolo su come crescere i figli maschi perché imparino a rispettare il femminile.  Ho pensato di tradurlo e postarlo qui sotto per voi. Perché siamo ormai abbastanza inclini a pensare che le figlie femmine possono diventare qualunque cosa. Ma se non educhiamo i maschi al rispetto del femminile diventa inutile.  Credo che invece sarebbe un vero arricchimento per la società. E soprattutto permetterebbe di integrare molto meglio il maschile e femminile che c’è in ognuno di noi.

Ecco qui il link all’articolo originale e qui sotto la versione da me tradotta per voi.

Come crescere un maschio femminista

Educhiamo le nostre bambine a lottare contro gli stereotipi e a perseguire i propri sogni, ma non facciamo la stessa cosa con i nostri bambini.

Siamo sempre più disposti a raccontare alle figlie femmine che possono essere tutto ciò che vogliono, un’astronauta e una madre, un maschiaccio o una principessa. Ma non facciamo la stessa cosa con i nostri maschietti.

Gli scienziati sostengono che sebbene siamo sempre più inclini a offrire ampie scelte di ruolo alle bambine,  il mondo dei bambini rimane molto più limitato. Vengono scoraggiati dall’avere interessi che sono considerati femminili. Gli si insegna ad essere dei duri ad ogni costo, o a reprimere la famigerata iperattività tipica dei  maschi.

Per una società in cui valgono le pari opportunità

Se vogliamo creare una società in cui valgano davvero le pari opportunità, una società in cui ognuno possa prosperare, dobbiamo dare anche ai figli maschi più possibilità. Come sostiene Gloria Stenheim, “sono contenta di vedere che abbiamo cominciato a crescere le figlie femmine in modo simile a come cresciamo i figli maschi, ma sarà tutto inutile  a meno che non cominciamo ad educare i maschietti come le femminucce.”

Questo perché i ruoli femminili non potranno espandersi se non lo fanno anche quelli maschili. Ma non riguarda solo le donne. I maschi rimangono indietro a scuola o al lavoro perché non stiamo educando i nostri ragazzi ad avere successo nella nuova economia in rosa. Competenze quali la cooperazione, l’empatia e la coscienziosità – spesso considerate come femminili – vengono valutate sempre di più nel mondo attuale della scuola e del lavoro e i lavori che richiedono queste competenze sono quelli che crescono più rapidamente.

Figli maschi che riconoscono le qualità del femminile

Nel suo nuovo libro Chimamanda Ngozi Adichie, autrice nigeriana, dà istruzioni per crescere una figlia femminista. Ma come possiamo crescere dei figli maschi femministi?

Ho chiesto a neuroscienziati, economisti, psicologi e altri di rispondere alla domanda basandosi sulle ricerche più recenti e i dati a disposizione sulle differenze di genere. E quando dico femminista intendo semplicemente qualcuno che crede nella piena eguaglianza tra uomini e donne. I loro suggerimenti si possono applicare in modo più ampio a chiunque vuole crescere bambini che siano gentili, sicuri e liberi di perseguire i propri sogni.

Lasciatelo piangere

Secondo le ricerche, i neonati e i bambini nella fase della prima infanzia piangono per un ammontare identico di tempo. Intorno ai 5 anni ai bambini viene passato il messaggio che l’unico sentimento accettabile è  la rabbia e che sarebbe preferibile non mostrare altri sentimenti, quali la vulnerabilità ad esempio; così ci spiega  Tony Porter, co-findatore di A Call to Men, un gruppo di educazione e sostegno.

“Permettiamo alle nostre figlie di diventare degli esseri umani, mentre ai figli maschi insegniamo a diventare dei robot” afferma. “Insegnate ai figli maschi che esiste un’intera gamma di emozioni, insegnategli a fermarsi e dire, ‘Non sono arrabbiato; sono spaventato, o mi sento ferito o ho bisogno di aiuto.”

Offritegli modelli di ruolo

I maschi rispondono più intensamente all’osservazione di  modelli di ruolo; secondo le ricerche vi si adeguano molto più delle bambine. I bambini che crescono in case senza una figura paterna ottengono punteggi peggiori rispetto al comportamento, agli studi e al salario. Una motivazione, secondo gli economisti David Autor e Melanie Wassermann, potrebbe essere il fatto che non vedono un uomo che si assume le responsabilità della vita. “Mettete degli uomini positivi nello spazio di vita dei vostri figli maschi,” dice Porter.

Ma offritegli anche dei modelli femminili forti. Parlate dei successi delle donne che conoscete e di donne famose nel mondo dello sport, della politica e dei media. I figli di madri single solitamente hanno molto rispetto per i loro successi, afferma Tim King, fondatore di Urban Prep Acadamies per ragazzi afro americani a basso reddito. E incoraggiateli a considerare anche le altre donne nello stesso modo.

Permettetegli di essere sé stesso

Anche se i ruoli di genere in età adulta sembrano essere più sovrapposti, secondo le ricerche i prodotti per bambini sono molto più distinti per genere di quanto non fossero 50 anni fa: principesse rosa da un lato e camion blu dall’altro e non solo sugli scaffali dei negozi di giocattoli. Ormai anche tazze e e spazzolini da denti sono ben differenziati. Non sorprende quindi vedere che gli interessi dei bambini finiscano per posizionarsi in modo simile.

Ma i neuroscienziati sostengono che in bambini non nascono con queste preferenze. Fino a metà del 20° secolo, il rosa era il colore dei maschietti e il blu per le bambine. Le ricerche dimostrano che i neonati non hanno forti preferenze rispetto ai giochi. Secondo i ricercatori, le differenze emergono quando i bambini diventano consapevoli del proprio genere ovvero intorno all’età di 2 o 3 anni.  In questa fase le aspettative sociali possono prevalere sugli interessi innati. Tuttavia, gli studi longitudinali indicano che la suddivisione dei giocattoli ha degli effetti a lungo termine sui gap di genere a livello di risultati scolastici, competenze spaziali e sociali. Lo spiega Campbell Leaper, direttore del dipartimento di psicologia presso la University of California, Santa Cruz.

Imparare a seguire i propri interessi

Per poter esprimere il proprio potenziale, i bambini devono poter seguire i propri interessi, siano essi tradizionali o meno. Quindi permetteteglielo. L’idea è di non dare per scontato  che tutti i bambini vogliano fare le stesse cose, ma di assicurarsi che non siano limitati.

Offrite attività ludiche che lascino aperti gli spazi , come il gioco con le costruzioni o l’argilla, e incoraggiate i maschietti a provare attività quali travestimenti e lezioni di arte anche se non sembrano cercarle;  sostengono gli specialisti in scienze sociali. Evitate gli stereotipi (“peccato che sulla scatola ci siano solo delle bambine perché conosco anche dei bambini a cui piace giocare con la casa delle bambole.”). Tutto questo potrebbe persino migliorare lo status delle donne.

I ricercatori affermano che il motivo per cui i genitori incoraggiano le figlie a giocare a calcio o diventare medici, ma non incoraggiano i figli maschi a studiare danza o a diventare infermieri è che il “femminile” equivale ad un più basso status sociale. Insegnategli a prendersi cura di sé

Jawanza Kunjufu, autore e conferenziere, si occupa dell’educazione dei  bambini di colore e sostiene che “alcune madri educano le figlie, ma amano i figli”. Fanno studiare le figlie, gli fanno fare i mestieri e andare in chiesa, continua – ma non fanno le stesse cose con i figli maschi.

I lavori in casa chi li fa?

E le differenze emergono con evidenza dai dati empirici: le bambine americane di età compresa tra 10 e 17 anni trascorrono due ore più dei ragazzi maschi di pari età nello svolgere lavori domestici rispetto. Nel contempo,  i ragazzi hanno il 15% di possibilità in più di essere pagati per svolgere lavori domestici, secondo uno studio della University of Michigan.

“Dobbiamo insegnare ai figli maschi a cucinare, pulire e prendersi cura di sé – insomma ad essere avere le stesse competenze domestiche delle femmine. Esattamente come ci aspettiamo che le ragazze siano trattate in modo uguale ai maschi negli uffici” afferma Anne Marie Slaughter, CEO del pensatoio New America.

Insegnategli a prendersi cura degli altri

Le donne si occupano ancora prevalentemente dell’accudimento – di bambini e anziani – e della cura della casa, anche quando entrambi i genitori lavorano a tempo pieno; questi i dati che emergono dalle ricerche, E i lavori di cura sono quelli che crescono a ritmo più sostenuto. Quindi è fondamentale insegnare ai figli machi a prendersi cura degli altri.

Parlate di come gli uomini possono raggiungere un equilibrio tra lavoro e famiglia e come ci si aspetta che sia i figli maschi che le femmine si prendano cura dei genitori e dei parenti quando invecchiano, continua la Slaughter. Coinvolgete i vostri bambini maschi a cucinare una zuppa per un amico malato o per andare a trovare un parente in ospedale. Assegnategli delle responsabilità nel prendersi cura degli animali domestici e dei fratellini/sorelline più piccoli. Incoraggiateli a fare i babysitter, gli allenatori o le figure di riferimento.

In America è stato avviato un bellissimo progetto che porta i neonati nelle classi della scuola elementare, e i risultati dimostrano che nei bambini in età scolare che entrano in contatto con i neonati aumenta l’empatia e diminuisce la violenza.

Condividete il lavoro

Se possibile evitare i ruoli di genere nei lavori domestici e nella cura dei bambini tra i due genitori. Le azioni parlano più forte di qualsiasi parola, dice Dan Clawson, un sociologo della University of Massachussets, Amherst: “se la mamma cucina e pulisce la casa e il papà taglia l’erba ed è spesso fuori casa, i bambini apprendono delle cose specifiche.”

Condividete anche il ruolo di chi porta a casa lo stipendio. Gli uomini allevati da mamme che hanno lavorato almeno un anno durante l’adolescenza del figlio hanno maggiori probabilità di sposare donne che lavorano.

Un altro studio mette in evidenza che i figli di donne che lavorano per qualsiasi arco temporale prima che i figli compiano i 14 anni trascorrono più tempo da adulti per i lavori domestici e la cura dei bambini.

“Gli uomini cresciuti da mamma lavoratrici sono significativamente più paritari nei loro atteggiamenti di genere”, sostiene Kathleen McGinn, professoressa alla Harvard Business School.

Incoraggiare l’amicizia con le bambine

Una ricerca fatta dall’Arizona State University ha scoperto che alla fine della scuola materna i bambini cominciano a dividersi secondo il sesso e questo rinforza gli stereotipi di genere. Ma i bambini che vengono incoraggiati a giocare con bambini del sesso opposto apprendono maggiori competenze di problem-solving e di comunicazione.

“Più si suddividono le attività di gruppo per genere, più è probabile che siano rinforzati gli stereotipi di genere e i pregiudizi”, sostiene Richard Fabes, direttore della Stanford School in cui si studia la relazione tra ruolo di genere e istruzione.

Organizzate feste di compleanno e squadre sportive miste per i bambini più piccoli.  I bambini impareranno che è inaccettabile escludere le persone sulla base del sesso.  Afferma Christia Brown, una psicologa dello sviluppo alla University of Kentucky. Cercate anche di non evidenziare le differenze nel linguaggio: uno studio ha messo in luce che quando l’insegnante della scuola materna dice “maschi e femmine” invece di “bambini”, i bambini sviluppavano più stereotipi di ruolo e passavano meno tempo a giocare con persone del sesso opposto. Il professor Porter sottolinea anche che i maschi che fanno amicizie con le bambine hanno meno probabilità di pensare alle donne come a conquiste sessuali.

Insegnate che “no significa no”

Altri modi per insegnare il rispetto e il consenso. Insegnate ai bambini a chiedere il permesso prima di toccare il corpo dell’altro già dall’età della scuola materna. Insegnategli anche il potere della parola no – smettete di fargli il solletico o la lotta quando vi dicono no. Siate modelli per la capacità di risolvere i problemi a casa. L’esposizione dei bambini al divorzio o all’abuso è stata correlata ad una scarsa capacità nella risoluzione dei conflitti. Ci racconta  W. Bradford Wilcox, sociologo e direttore del National Marriage Project alla University of Virginia.

Fatevi sentire quando qualcuno si dimostra intollerante. Intervenite quando assistete a  scene in cui qualcuno viene preso in giro o molestato.

E sottolinea l’importanza di intervenire quando i bambini si comportano in modo inadeguato. “I maschi fanno così….” non è una scusa per giustificare comportamenti negativi. Aumentate il livello delle aspettative nei loro confronti. “Siate attenti a riorientare comportamenti svalorizzanti, intolleranti, non rispettosi e offensivi”, suggerisce il professor King.

Non usate mai la parola “femmina” come un insulto

Non dite – e non permettete ai vostri figli maschi di dire – che qualcuno lancia o corre come una femmina. Evitate di utilizzare la parola “femminuccia” o qualcuno dei sinonimi più offensivi. La stessa cosa vale per le barzellette sessiste.

State attenti anche con il linguaggio più sottile. La ricerca di Emily Kane, sociologa presso il Bates College, dimostra che i genitori rinforzano i ruoli di genere tradizionali per i figli maschi principalmente per paura che possano essere presi in giro. “Possiamo contribuire tutti evitando di giudicare.  E di fare piccole e quotidiane supposizioni rispetto a ciò che deve piacere.  O in cosa si deve essere bravi a seconda del genere a cui si appartiene”.

. I bambini che vengono presi in giro potrebbero imparare a rispondere in modo diverso.  “Guarda che a tutti può piacere giocare con le perle”.  Oppure “io non sono una bambina, ma per caso pensi che le femmine siano peggio dei maschi?” dice Lise Eliot, un neuroscienziato della Rosalind Franklin University.

Leggete tanto, inclusi libri sulle bambine e sulle donne

Probabilmente avrete sentito dire che i bambini maschi sono bravissimi in scienze e matematica.  Mentre  le bambine sono brave con le lingue e la lettura. Gli stereotipi possono realizzarsi. Le mamme parlano di più con le figlie femmine che con i maschi, secondo una meta-analisi del signor Leaper. Lottate contro gli stereotipi parlando ai maschi, leggendo loro e incoraggiandoli a leggere.

Leggete storie di persone che vanno contro i modelli prestabiliti. Non solo quelle di maschi che salvano il mondo e femmine che hanno bisogno di essere salvate. Quando un libro o una notizia si adeguano ad un modello precostituito, sollevate il problema. Perché la mamma degli “Orsetti Berenstain” è sempre in vestaglia e non esce quasi mai di casa? Perché le fotografie dei giornali mostrano solo uomini bianchi?

“Si dovrebbe cominciare quando hanno 3 anni, e sono in grado di vedere gli stereotipi e notarli”, sostiene  Brown. “Se non li aiutate ad etichettarli come stereotipi, i bambini daranno per scontato che le cose siano proprio così.”

Celebrate l’essere maschi

Crescere ed educare i nostri figli in questo modo non significa solo dire ai nostri bambini cosa fare e cosa non fare. O eliminare completamente ogni differenza di genere. Ad esempio, tutti i mammiferi maschi hanno momenti di gioco più fisico, sostiene la Eliot. Questo significa che è normale essere fisicamente energici,  fare scherzi, guardare eventi sportivi, arrampicarsi sugli alberi, e accendere falò. Insegnate ai bambini a mostrare la loro forza: la forza di riconoscere le proprie emozioni. Insegnategli a provvedere alla propria famiglia: prendendosi cura di suoi membri. Mostrategli come essere dei duri: duri abbastanza per riuscire a contrastare l’intolleranza. Donategli la sicurezza: di seguire qualsiasi cosa li appassioni.

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