gestire emozioni separazione

Gestire le emozioni che emergono con la separazione

Gestire le emozioni dei figli rispetto alla separazione

Eccoci qui con il secondo appuntamento sulla separazione e come gestirla al meglio quando ci sono dei bambini.

Abbiamo visto ieri quali sono gli impegni fondamentali che i genitori devono prendere. Oggi capiremo cosa fare nel concreto quando insorgono delle difficoltà. Quando i bambini, come è naturale che sia, esprimono le loro emozioni rispetto alla nuova situazione.

Infatti per poter cominciare ad adattarsi alla nuova situazione, i bambini hanno bisogno di esprimere le emozioni che sentono rispetto a tutti i  cambiamenti che avvengono durante la separazione.

Il ruolo dei genitori per facilitare questo processo è fondamentale.

Ecco alcuni dei punti principali da tenere a mente:

1) I bambini spesso scaricano le emozioni più intense arrabbiandosi o piangendo per cose piccole ed insignificanti.

Ad esempio, arrabbiandosi e piangendo perché gli è caduto un pezzettino di biscotto o perché si è leggermente bagnato il pigiama, il bambino può curare o elaborare  il fatto che gli manca la mamma o il papà. Se intervieni, semplicemente mettendo il braccio intorno al bambino e evitando con dolcezza di “sistemare” la cosa che lo turba, il tuo bambino sarà in grado di usare questo momento per togliere un tappo. Ed esprimere emozioni che ribollono dentro. Magari piange e strepita perché vuole un biscotto intero, o perché vuole cambiare la maglietta del pigiama. Ma se lo abbracci, lo guardi negli occhi e gli offri amore e comprensione, potrà  rilasciare tante emozioni, sentendo che non ti spaventano!

Dopo aver sfogato in questo modo le sue emozioni il tuo bambino si sentirà  molto più sicuro e stabile nella vostra relazione. Sa che anche quando prova emozioni intense il papà e la mamma sono lì con lui. Lo ascoltano. E si prendono cura di lui. In questo processo elabora la sofferenza che prova per qualcosa che gli manca;  e il pezzettino di biscotto caduto diventa la rappresentazione degli  eventi che lo spaventano e da cui si sente sopraffatto. Se sei presente e lo ascolti anche quando esprime le emozioni più difficili, il tuo bambino pian piano si tranquillizza e attiva le sue risorse per affrontare al meglio i cambiamenti.

2) Nei momenti di transizione, lascia spazio perché le emozioni del tuo bambino possano essere ascoltate.

E’ sano e normale che i bambini vivano dei momenti più faticosi nei momenti di passaggio tra mamma e papà.  Questi momenti di passaggio (da casa della mamma a casa del papà per esempio ) sono quelli che gli ricordano in modo più intenso che le cose non sono più come prima. Esattamente come per la separazione, i bambini vivranno con serenità o terrore questi passaggi a seconda di come mamma e papà li accolgono in se stessi. Può quindi succedere che il bambino pianga disperato perchè  non vuole andare o non vuole stare con la mamma o con il papà. Meglio che pianga  piuttosto che avere un bambino che ingoia le sue emozioni. E che diventa aggressivo perché non riesce più a gestirle.

Ricorda anche che molto spesso dopo queste crisi di pianto i bambini riescono a sentire pienamente l’amore per un genitore. E’ quello che chiamo il paradosso dell’esprimere le emozioni.  Il bambino sente ed esprime con intensità  “Non voglio andare con la mamma”; piange profondamente per questo, poi finisce e in realtà passa una bellissima giornata con la mamma. Lo so che non è piacevole come genitore sentire che il tuo bambino non ti vuole. Ma se queste sono le emozioni che prova e che lo bloccano, il modo più rapido per avere una relazione più forte è aiutarlo ad esprimere tutta la rabbia o la tristezza.

Cosa puoi dire al tuo bambino quando ti rifiuta?

In un certo senso quello che puoi dire è meno importante di come puoi essere. I bambini leggono benissimo il linguaggio corporeo ed il tono di voce. Mantieni il contatto visivo con il tuo bambino e immagina di curare un animaletto terrorizzato facendogli sentire che sei affidabile.  Prova a dire “Lo so amore” con calma accettazione, mentre tuo figlio ti dice “Ti odio” o “Non voglio stare con te”. Puoi dirgli “ma io voglio stare con te.” Oppure “Vedrai il papà presto”. Prova a dirgli “Sono qui ad ascoltarti fino a che sentirai che ti va di venire con me”. Queste parole saranno come un balsamo per la sua anima sofferente. E quando avrà finito di esprimere tutte le sue emozioni, sarà pronto per venire con te.

Le decisioni relative all’organizzazione della vita dei bambini spettano ai genitori

E’ importante ascoltare  le emozioni che il tuo bambino prova rispetto alla nuova organizzazione famigliare. Spetta ai genitori però  prendere le decisioni su quando e come condividere la custodia dei figli. Lasciare ai bambini la responsabilità di decidere rispetto all’organizzazione della custodia significa forzarli a prendere le parti di uno o dell’altro. Se tuo figlio desidera vedere l’altro genitore quando è con te, ascolta le sue emozioni piuttosto che riportarlo dall’altro genitore. Questo rafforzerà la relazione di tuo figlio con te e lo aiuterà a superare le emozioni che prova rispetto alla separazione che vengono attivate dalla situazione presente.

 1 Rassicura sempre tuo figlio dicendogli che l’altro genitore lo ama

o che lo amerebbe ancora meglio se potesse. Alcuni bambini perdono completamente il contatto con uno dei genitori dopo la separazione. Altri  hanno genitori che affrontano altre difficoltà che li costringono a vivere lontani da loro. Ad esempio genitori con problemi di dipendenza o psicologici. O condizioni di vita particolarmente difficili. La verità è che se l’altro genitore fosse più sano, più supportato, avesse accesso a più amore o più opportunità, o avesse potuto avere a sua volta un’infanzia più gentile e amorevole,  sarebbe felice di stare con il bambino. E’ difficile spiegare ai bambini la fragilità umana, perché ci spezza il cuore vederli soffrire per questo. Ma dobbiamo fargli sapere che non è colpa loro se la mamma o il papà non possono far parte della loro vita. E’ mancato qualcosa nella vita di quel genitore. Non c’è niente di sbagliato nel bambino se l’altro genitore non può essere presente nella sua vita.

Ecco in questi casi come si può provare a spiegare al bambino la situazione

Ti racconto una storia breve di una mamma di cui mi sono presa cura. Questa mamma è riuscita ad avere sufficiente presenza mentale per essere davvero presente in un momento di crisi emotiva della sua bambina. E’ un’immagine di un momento di elaborazione commovente e divertente. Possiamo vedere come esprimere le emozioni in questo esempio abbia un effetto curativo sia per la mamma che per la bambina.

“Mio marito se ne è andato quando la bambina aveva pochi mesi. Aveva avuto episodi di rabbia incontrollabile verso di lei e se ne era andato arrabbiato anche se credo che lo avesse fatto per proteggere lei e me. Non ci ha mai dato alcun aiuto economico, il che mi ha reso la vita complicata per molti anni. “Un giorno mi ha chiamato e abbiamo litigato al telefono. Mia figlia aveva quasi tre anni. Mi sono arrabbiata al telefono e ho chiuso la telefonata con rabbia e ho cominciato a piangere. La bimba è arrivata dall’altra stanza e mi ha detto: “Mamma con chi stavi parlando?”

Le ho risposto “Stavo parlando con tuo papà.” Lei ha risposto: “Manca anche a me il papà!” ed è scoppiata a piangere. L’ho presa in braccio, l’ho abbracciata e abbiamo pianto insieme per un po’ pensando al papà. Lei per le sue ragioni e io per le mie.”

Effetti della separazione sulla vita famigliare

Le famiglie che decidono di separarsi spesso chiedono una consulenza psicologica. Temono che la decisione di separarsi possa ripercuotersi negativamente sulla vita dei loro figli.

Di per sé però la separazione non deve essere considerata come un elemento negativo. Ciò che ha un impatto negativo è il non riuscire ad essere emotivamente vicini ai propri figli. O l’assenza emotiva di uno dei due genitori che non riesce a recuperare uno spazio per sé con i bambini. Il problema quindi è soprattutto il distacco emotivo. Separarsi significa affrontare la fine dell’amore, ma riuscire a rafforzare ancora di più il proprio ruolo di genitore. Stare insieme anche quando l’amore è finito insegna ai bambini a portare avanti le proprie relazioni anche se non si è felici o si sta male. E i bambini imparano per imitazione.

E’ fondamentale dunque evitare di usare i figli come un’arma o un alibi. Ma nemmeno come consulenti, aiutanti o psicologi.

L’altra riflessione che mi viene da fare a conclusione di questo articolo è che per separarsi ci vuole comunque molto coraggio. Il coraggio di affrontare la solitudine. E di sviluppare la capacità di stare con se stessi. Ma il passaggio per la solitudine è fondamentale. Aiuta a curare le ferite che la scelta di separarsi procura. E dalla solitudine può nascere anche un po’ di comprensione. Per sé stessi e per il partner.

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