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La pandemia avrà effetti a lungo termine su mio figlio?

E’ in assoluto la domanda che sento ripetermi più spesso in questi giorni dai genitori preoccupati che la pandemia e l’isolamento sociale degli ultimi mesi possa lasciare un segno a lungo termine sui propri figli

Come mamma e come psicologa ovviamente me lo sto chiedendo anche io. Intorno a noi negli ultimi mesi notizie bombardanti e continue su contagi e decessi. L’economia ferma per mesi porta con sé uno strascico di disoccupazione e crisi sociale ed economica. La scuola sospesa e le notizie sulla possibile riapertura sono forse ancor più preoccupanti. Sono sicuramente fattori che ci parlano di un vero e proprio terremoto sociale che sta cambiando e continuerà a cambiare la nostra vita nel prossimo futuro.

E noi genitori lì in mezzo a cercare di proteggere come possiamo le nostre famiglie e i nostri figli, provando a mantenere una qualche forma di normalità.

In psicologia si studia da sempre l’effetto di disastri naturali e causati dall’uomo sulle famiglie e sui bambini per capire quali sono i fattori che possono proteggerli e permettere uno sviluppo sano anche in mezzo a situazioni molto complicate.

Gli studi in generale mettono in luce l’esistenza di alcuni fattori che supportano e aiutano a riprendersi dai momenti di difficoltà e altri che invece sembrano aumentare lo stress e il disagio che bambini e giovani sperimentano.

In generale ritengo di poter affermare che laddove offriamo ai nostri figli protezione e cura, essi sapranno attingere a forze e risorse di cui dispongono naturalmente.

Genitori e adulti affettuosi, disponibili e presenti

Già Anna Freud, figlia di Sigmund Freud, espone questo argomento in un bellissimo libro in cui racconta la sua esperienza con i bambini durante gli attacchi aerei tedeschi durante la seconda guerra mondiale nel Regno Unito. E spiega bene come il fattore più importante per tutelare i bambini dalla possibilità del trauma era la presenza dei genitori o di un adulto di riferimento.

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I bambini e i ragazzi che riportavano a lungo termine gli effetti peggiori sulla salute psicofisica erano quelli separati dalla famiglia, ad esempio quelli mandati in campagna per evitare attacchi aerei e bombardamenti ma senza alcun famigliare che li proteggesse.

In questo racconto, c’è materiale per noi e per le nostre famiglie impegnate ad affrontare una crisi senza precedenti. Teniamo bene a mente che i nostri figli vivranno questi mesi di isolamento sociale e la crisi che ne consegue come un altro “evento” della loro infanzia (come cadere dalla bicicletta o da un albero) nella misura in cui sentiranno la nostra amorevole presenza.

Dobbiamo dunque ricordare che i bambini sono più resilienti quando si trovano inseriti in una rete di relazione che offre sostegno e protezione. Non deve necessariamente essere costituita solo dai genitori. Può essere un adulto che si prende cura del bambino con amore e fiducia nel contesto sociale immediatamente al di fuori del nucleo famigliare ristretto. E in cui il bambino riponga la sua fiducia.

Genitori calmi, bambini calmi e tranquilli

Come spiego sempre ai genitori con cui faccio percorsi di consulenza, i bambini e i ragazzi ci osservano costantemente. E imparano osservandoci. Ne parlerò anche nel webinar che terrò giovedì 28 maggio e a cui puoi iscriverti cliccando qui. E soprattutto nei momenti di incertezza e di stress, si rivolgono a noi per cercare di comprendere se la situazione in cui si trovano sia sicura o minacciosa.

Se il genitore è tranquillo e calmo, il bambino si sente rassicurato. Ma se l’adulto è in ansia e agitato, il bambino interpreterà la situazione come minacciosa e l’organismo (corpo e mente) andrà immediatamente in modalità attacco e fuga per poter affrontare la minaccia. E quando è in questa modalità per lungo tempo, inevitabilmente subirà delle ripercussioni a livello fisico e psicologico. Il nostro organismo non è fatto per rimanere in modalità di minaccia per lungo tempo.

Lo stato emotivo del genitore conta tantissimo!!

Quindi, come genitori che ci prendiamo cura dei nostri figli, lo stato emotivo in cui ci troviamo ha un’importanza fondamentale. Quando mamma e papà sono costantemente in ansia, i bambini sviluppano con molta probabilità un’ansia simile.

Le ricerche più recenti nell’ambito delle neuroscienze dimostrano che la presenza di un adulto calmo riesce a ridurre il livello di cortisolo nel bambino. Il cortisolo è l’ormone dello stress che quando troppo elevato nell’organismo causa una serie di reazioni a catena con effetti molto negativi su salute fisica e mentale. Di fatto, l’esposizione a momenti di stress gestibili e condivisi con un adulto in grado di regolare le proprie emozioni è la via maestra che aiuta i bambini a gestire lo stress senza esserne sopraffatti.

Cosa significa? Significa che si impara a diventare adulti sereni, calmi e tranquilli solo se si è accompagnati nel percorso di crescita da adulti che di fronte alle situazioni difficili sanno regolare e gestire le proprie emozioni.

Ma io aggiungo un’altro aspetto: vogliamo che i nostri figli diventino adulti felici? Cerchiamo di essere noi degli adulti felici. Autenticamente felici ed entusiasti di ciò che facciamo. Perchè i nostri figli ci osservano in ogni momento e imparano da noi con quale modalità desiderano affrontare la vita.

Ricarica le tue batterie per prima cosa

Questa è una frase che ripeto sempre a mamme e papà stravolti e arrabbiati. Non si può fare i genitori con le pile scariche. In questo periodo in cui siamo a casa con i figli tutti i giorni e tutto il giorno, è facile arrivare con le energie a zero. E quando si hanno le energie a zero non si può essere calmi e non si riescono a regolare le emozioni. Dunque, è fondamentale per poter affrontare questo periodo al meglio riuscire innanzitutto ad occuparsi del proprio benessere e della propria serenità. Perché questi avranno un effetto sulla resilienza del tuo bambino e su come uscirà da questo momento di crisi generale.

Rassicuratevi sul fatto che questo non significa dover essere perfetti. Secondo i dati che emergono da alcune ricerche, anche nelle relazioni genitore-figlio più sane e positive, i genitori sono in una buona sintonia con i loro figli solo per il 3o% delle interazioni. Cosa significa? Significa che le relazioni più sane sono quelle caratterizzate dalla flessibilità, dalla possibilità di sbagliare, di scusarsi e di ricominciare. Gli aspetti fondamentali sono sapersi scusare, perdonare e essere compassionevoli con sé stessi e con gli altri.

Il tempo che verrà

Siamo in un periodo di grandi incertezze. Non sappiamo come sarà il domani e come sarà la nuova normalità che vivremo. Di sicuro però sappiamo che ciò che rimarrà ai nostri figli di questo tempo sarà l’apprendimento emotivo. E ciò che si porteranno via da questa esperienza potrà sicuramente essergli di aiuto quando saranno adulti e si ritroveranno ad affrontare da soli altri momenti di fatica e di stress. I nostri figli saranno ciò che noi gli mostriamo ora. Rimaniamo concentrati e attenti su ciò che veramente conta e impariamo anche ad esserne grati.

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