amore e regali a natale

La felicità del Natale dentro all’ultimo videogioco

Per me Natale è una festa che spinge sempre a delle riflessioni. Un po’ perché ogni anno molte delle famiglie di cui mi prendo cura mi chiedono quale sia la mia personale posizione rispetto al Natale. Quanti regali devono comprare ai loro bambini. O cosa sia meglio regalare!

Ma anche perché a casa mia il Natale era molto sentito quando eravamo bambini. Legato all’infanzia e a Babbo Natale ho due ricordi principali: per prima cosa sono stata una di quelle bambine che ha creduto all’esistenza del simpatico vecchietto fino a quando aveva praticamente dieci anni. Non so se negli ultimi anni facessi finta di crederci, ma l’idea che quell’incantesimo si spezzasse evidentemente per me era dura. Il secondo ricordo riguarda mia mamma. Battagliera e fedele alla tradizione, litigò furiosamente con la simpatica maestra di mio fratello perché si era sentita in dovere di spiegare ai bambini di prima elementare che Babbo Natale non esisteva. Mia mamma si arrabbiò molto. E andò a cantargliene quattro in un colloquio per i genitori. Considerava evidentemente sconcio squarciare in malo modo una credenza infantile tanto importante per i suoi figli.

Babbo Natale e la storia delle sue origini

Quindi la figura di Babbo Natale per me ricopre una certa importanza. Nonostante le origini di Babbo Natale siano prettamente commerciali, rappresenta comunque un aspetto magico. Che forse potrebbe essere anche un po’ più spirituale.

Da quando poi sono diventata mamma mi sono chiesta spesso che senso avesse per i bambini ricevere così tanti doni. Di cui magari sono entusiasti in un primo momento ma poi spesso dimenticano in mezzo al mucchio delle tante cose che già hanno.

Così ho pensato che una buona direzione in cui muoversi sarebbe quella di raccontare ai bambini le origini della storia di Babbo Natale e per quale motivo a Natale ci scambiamo i regali. Di fatto la storia risale a San Nicola (Santa Claus per gli americani e anche in molti altri stati) famoso per la sua generosità verso i poveri.

Lo scambio dei doni

Il problema è che l’idea dello scambio dei doni si è trasformata per molte famiglie nell’esaudire ogni desiderio dei bambini. Talvolta anche oltre le proprie possibilità o ragionevoli aspettative. Così molto spesso noi genitori finiamo per preoccuparci per questo lato di avidità e possesso che emerge in maniera piuttosto evidente. Con liste infinite di regali richiesti a Babbo Natale.

E che forse spesso nasconde il desiderio di essere letteralmente avvolti dall’amore di mamma e papà. I bambini come gli adulti hanno spesso la tendenza a desiderare sempre di più.  A pensare: “sarò finalmente felice se avrò…..” e qui i nostri figli (e ognuno di noi) può aggiungere quello che vuole. Proiettando la felicità in un momento futuro che si verificherà se e solo se avremo quella determinata cosa.

Così finiamo per avere tantissime cose, ma viviamo nella costante  sensazione di non avere tempo, di essere ansiosi e di corsa, sempre in attesa delle nuove cose future.

Cose che sono in grado di riempire il cuore

In realtà i bambini (ma anche noi adulti purtroppo) facciamo fatica a dirigere questo desiderio verso quelle cose che veramente sono in grado di riempire il nostro cuore. E che secondo gli studi non sono cose materiali o oggetti, ma piuttosto la relazione con altri esseri umani, la creatività, la gratitudine, il dare significato alle cose.

Credo dunque che sia possibile esaudire i desideri più profondi dei bambini. Senza per questo indebitarsi o riempirli di cose che li lasceranno magari insoddisfatti. O che finiranno per rimanere impolverati tra gli scaffali e i cassetti.

In che modo quindi vivere questo Natale perché non finisca per rappresentare solo una corsa all’acquisto dell’ultimo videogioco?

Prima di tutto dando un significato più profondo a questa festa e alla magia dell’amore.

Dare un significato più profondo al Natale

Ad esempio spiegando ai bambini che le festività natalizie e il periodo che le precede dovrebbe essere un tempo in cui si predilige la presenza,  e non i presenti (altresì detti….regali). Per cui magari in questo periodo cerca davvero di esserci o di fare delle cose insieme a tuo figlio quando te lo chiede. Metti da parte le telefonate, o quell’importantissima decorazione che stai facendo, per fare qualcosa insieme a lui.Un gioco in meno, ma magari come regalo un’esperienza da fare insieme. Per creare un legame più profondo e per condividere!

E anche definendo in modo chiaro le aspettative. Ad esempio,  puoi chiedere a tuo figlio di esprimere quattro desideri:

  • Un regalo che desidera e che può essere acquistato in linea con le tue possibilità economiche o di tempo
  • un libro che gli piacerebbe leggere,
  • un’esperienza da condividere, qualcosa da fare insieme, tipo andare a vedere quel museo, o fare quella determinata attività,
  • un regalo per qualcun altro che stimoli la sua creatività (ad esempio un bel disegno da portare ad un signore anziano solo).

L’idea è di evitare quelle lunghe liste di doni che difficilmente possono essere esaudite. Dai la priorità ai momenti di condivisione in famiglia. Non pensare solo agli acquisti da fare, ma trova dei momenti preziosi in cui chiacchierare sul significato di queste feste, o leggere insieme qualche libro. Scrivete e disegnate insieme biglietti d’auguri da mandare alle persone a cui volete bene. Coinvolgeteli in atti di gentilezza verso gli altri, dato che essere gentili ci rende più felici. Prova a sfruttare ogni occasione per creare un legame più profondo con tuo figlio.

Un Natale di condivisione e tempo passato insieme

Insomma, mi sto muovendo in direzione di un Natale che sia più una condivisione e un tempo passato insieme nel fare cose probabilmente più personali e significative che comprare regali. Anche se a prima vista può sembrare che il tuo bambino abbia bisogno proprio dell’ultimo gioco pubblicizzato in tv per essere felice, vale la pena provare a dargli esperienze e momenti che forse ricorderà per tutta la vita.

Cerca di pensare quali ricordi rimarranno a tuo figlio delle feste che stanno per arrivare. Ricorderà gli oggetti che svaniranno in poco tempo, o gli rimarrà impressa l’immagine di una mamma o papà in grado di ridere, gioire e divertirsi insieme a lui?

 

 

Potrebbe interessarti anche