ansia convivenza forzata

Bacchetta magica per gestire lo stress di questo periodo

Ieri una mamma in difficoltà durante la nostra consulenza via Skype mi ha detto: “Lo so che non aiuto i miei bambini quando perdo la pazienza come in questi giorni. E non è colpa loro. Ma sembra che qualsiasi cosa mi faccia saltare i nervi”.

Alzi la mano chi non si sente così in questi giorni. E chi non perde la pazienza nel giro di un attimo. Vi sarete accorti di come è facile perdere la pazienza. E che anche cose minime che un paio di mesi fa non vi avrebbero mai fatto arrabbiare ora vi agitano immediatamente.

Cosa sta succedendo? Non sono certo solo i bambini a casa. O la convivenza forzata in un appartamento cittadino. Nemmeno il dover seguire i compiti mentre si cerca di lavorare per continuare a far entrare uno stipendio. E già questo basterebbe a renderci santi.

Succede che viviamo con ansia

Certo, nel bel mezzo di una crisi quale quella attuale si attiva in noi un’emozione particolare. L’ansia. E l’ansia esige immediatamente una fissazione per il controllo. Ovvero cominciamo a preoccuparci per ogni minima cosa, perché la nostra mente vive come se fosse in uno stato di continua emergenza.

E da una parte questa iniziale emozione di disagio è utilissima perchè ci spinge a crearci un minimo di senso di sicurezza. In una situazione che di fatto è molto sfidante. Attraverso l’ansia iniziale ci predisponiamo ad affrontare al meglio questo periodo di cambiamento e trasformazione della nostra vita.

L’ansia ci spinge però anche a muoverci senza un vero orientamento e direzione nell’attesa di trovare qualcosa che possa cambiare la situazione. O risolvere il problema.

In questo modo corriamo però il rischio di affrontare un’impresa impossibile. Non abbiamo alcun controllo sulla situazione mondiale che si sta verificando. Non possiamo cambiare quasi niente della realtà esterna che ci spaventa.

Ma possiamo lavorare su di noi

Se la situazione esterna è incontrollabile. Noi possiamo certamente agire su di noi e sulle persone care con cui condividiamo a stretto contatto questo periodo. Per cui per prima cosa cerchiamo di assicurarci di fare un lavoro di squadra con chi vive insieme a noi. E di crearci una piccola rete di supporto sociale ed emotivo. Seppur virtuale, ci aiuterà sapere di avere due o tre persone fidate con cui parlare e in grado di poterci ascoltare. Per sentirci meno soli. Per fare esperienza concreta di condivisione.

Mi piace anche l’idea di proporvi un piano strategico in poche semplici mosse. Che vi possa sostenere ad affrontare quei momenti in cui sentite che state per perdere la pazienza. La calma. O il controllo.

In che modo affrontare l’ansia?

Per prima cosa cominciamo a diventare consapevoli dei segnali fisici e psicologici  che accompagnano l’ansia e proviamo a riconoscerli in noi. Ogni volta che sentiamo l’ansia salire fermiamoci immediatamente. Lasciamo perdere progetti, programmi e orari da rispettare. Fermiamoci e respiriamo.

  1. Respirare ci permetterà immediatamente di agire sugli ormoni dello stress. E ci consentirà di non cadere vittime delle nostre emozioni.
  2. Cercate immediatamente di ritornare alla presenza mentale. Cosa vuol dire? Vuol dire concentrarsi per esempio sul proprio respiro. O su un rumore naturale esterno come il cinguettio degli uccellini. E diventare immediatamente attenti e immersi nel momento presente. Per chi volesse approfondire questo tema, consiglio la lettura di Eckart Tolle, Il Potere di Adesso. Sull’importanza di stare nel momento presente.
  3. Cercate di non dare seguito all’ansia, reagendo in maniera negativa e automatica sulle persone attorno. Di sicuro ci sono molte più opzioni a tua disposizione se aspetti di trovarle appena questa tempesta emotiva sarà passata.
  4. Prova una nuova forma di azione che ti porti in un’altra direzione rispetto all’urlare, sgridare e perdere le staffe.

Come si fa nella vita di tutti i giorni?

Facciamo un esempio concreto per rendere le cose un po’ più chiare. E per poterle applicare al momento buono. Facciamo finta che tu ti trovi insieme a tuo figlio in soggiorno. Stai cercando di fargli fare i compiti. Ma lui è distratto e non ne ha per niente voglia.

Di sicuro la tua ansia comincia a montare mentre pensi che devi inviare una mail al tuo capo. O che non hai nessuna voglia di fare scuola a casa. E immediatamente cominci a pensare che ci sia qualcosa che non va in tuo figlio e che adesso gli darai una bella rigirata. Sai anche però che in questo modo le cose rapidamente vanno fuori controllo e di solito finiscono male. A meno che tu non riesca a regolare le tue emozioni.

Prima cosa fermati immediatamente. Lascia perdere i compiti, la mail e ogni cosa che “dovresti fare”. Lascia perdere tutto per un momento e comincia a respirare consapevolmente. Fai dei bei respiri profondi.

In questo modo non avrai una reazione emotiva, ma potrai affrontare la situazione con maggiore calma.

Ora attiva la tua presenza mentale

Concentrati sul tuo respiro o su qualche rumore che senti provenire da fuori. Fermati ad osservare una pianta o un fiore. Oppure un animale, se hai in casa un cane o un gatto. Osserva con attenzione i lineamenti del tuo bambino. E  le tue emozioni. In questo caso vivrai probabilmente irritazione. Accetta le emozioni che provi. Non resistere. Riconosci l’emozione e non giudicare. Puoi scegliere cosa fare rispetto all’emozione che provi. Sai che non aiuta se sfoghi quest’emozione sul tuo bambino. Prova a non reagire nel solito modo. Se necessario allontanati fisicamente dallo scenario che scatena ansia.

Se sei arrivata sin qui, ora ti accorgerai che puoi avere una visione più realistica e meno preoccupante di quello che accade. E che forse hai anche diverse possibilità tra cui scegliere per gestire la situazione.

Non seguire la tua mente…non agire le tue emozioni sul tuo bambino

Osserva come la tua mente produce pensieri di diverso tipo “Non ce la posso fare!”, “che incubo”, “che vita terribile” e come sei tentato di seguirli e creare una vera e propria drammatizzazione. Non è necessario seguirli. Lasciali andare. Esattamente come le onde scorrono sulla superficie del mare. O le nuvole si muovono in fretta lasciando l’azzurro del cielo.

Non sai come potranno risolversi le cose, ma di sicuro quando sei così turbato non è il momento migliore per prendere risoluzioni.

Cerca di seguire una sensazione più costruttiva: “sono perfettamente adeguata ad affrontare tutto questo. E’ un momento difficile per tutti, ma posso decidere di reagire in modo utile e costruttivo”.

Scegli l’amore! Quando siamo arrabbiati o preoccupati ci sembra sempre che sia l’altro a sbagliare. Ma la cosa migliore che possiamo fare invece di accusare e puntare il dito è mettere in circolo la compassione e l’amore. Ci saranno momenti e situazioni più tranquille in cui poter affrontare l’argomento con calma. Per adesso scegli l’amore, la gratitudine e la compassione.

E poi ricrea la connessione…

Ora che sei più tranquilla cerca di ricreare immediatamente vicinanza emotiva. Riconosci che è un momento difficile. Fermatevi per un momento e provate a muovervi fisicamente. A scrollare mani e gambe. A ballare o saltare insieme. Lasciate andare le emozioni difficili che vi hanno fatto vivere questo stress. Ridete più possibile!

So che per molti di noi rimane la preoccupazione dei compiti da fare o del lavoro da portare avanti. Ma ampliamo per un attimo la nostra prospettiva. Se riusciamo a fermarci e decidere come reagire di fronte ad emozioni difficili quali l’ansia, lavoreremo su competenze molto importanti.

Stiamo insegnando a nostro figlio l’autoregolazione delle emozioni, la gestione dello stress, come affrontare la rabbia e il conflitto. In un certo senso sia noi che il nostro bambino impareremo come gestire i momenti di difficoltà con le persone cui vogliamo bene.

Quello che conta in questo momento sono le relazioni

Nessuno di noi sa quanto potrà durare questa crisi. E anche se dovesse risolversi rapidamente, il mondo come lo abbiamo conosciuto non tornerà più. Usciremo da questa situazione trasformati in tutti i sensi. E le priorità della nostra vita cambieranno radicalmente. L’apprendimento accademico, pur importante, di certo non è la priorità. I bambini e i ragazzi  non supereranno il trauma di questo momento perché avranno continuato a studiare, ma perché si saranno potuti lasciare andare in una relazione solida. Emotivamente forte e accogliente.

Continuare a insistere con le cose della vita di prima non farà altro che proseguire la nostra incapacità di accettare e adattarci flessibilmente e serenamente a questa transizione. E ad una nuova normalità. Prima ci adattiamo noi e prima potranno farlo i nostri figli.

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