In molte famiglie i conflitti sembrano ripetersi sempre uguali. La discussione cambia forma, ma il copione resta lo stesso. Si litiga per i figli, per il lavoro, per l’organizzazione della casa, per il disordine. O per lo meno questi sembrano essere almeno apparentemente i motivi per cui si litiga, mentre in realtà ci sono in movimento delle dinamiche più profonde.
Capire perché alcune liti si ripetono è il primo passo per uscire dalla frustrazione di sentirsi sempre bloccati nello stesso punto.
Non si litiga mai per delle cose concrete, ma per le dinamiche sottostanti
Quando una coppia o una famiglia mi racconta:
“Litighiamo sempre per le stesse cose”
raramente il problema che mi riportano è davvero l’oggetto del conflitto.
Spesso indagando con delicatezza scopriamo che si tratta di qualcosa di più profondo:
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un bisogno di riconoscimento
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la sensazione che vi sia uno sbilanciamento nel carico delle responsabilità
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la percezione di non essere ascoltati
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la stanchezza accumulata
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la paura di non essere abbastanza
Il conflitto diventa il luogo in cui emergono emozioni che non trovano altre strade per essere espresse.
Perché il conflitto si ripete?
Le relazioni familiari tendono a stabilizzarsi nel tempo. Si creano dinamiche in cui ognuno tende ad avere sempre il medesimo ruolo:
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chi si assume più responsabilità
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chi si ritira
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chi controlla
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chi esplode
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chi media
Quando questi ruoli si irrigidiscono, si tende ad osservare ogni situazione solamente a partire dal proprio ruolo. E si fatica a vedere la prospettiva dell’altro. Così anche una piccola divergenza riattiva una dinamica persistente.
La discussione sembra nuova, ma in realtà segue un copione già scritto.
Il meccanismo invisibile
E allora si litiga per i piatti sporchi nel lavandino, per le scarpe lasciate fuori mentre in realtà ognuno lotta per far emergere quello che vive interiormente. O cerca di evitare il riattivarsi di ferite che talvolta risalgono alla propria infanzia, ad altre relazioni.
Esempi classici che osservo nelle coppie e nelle famiglie che vedo in studio:
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uno dei due si sente solo nella gestione della vita famigliare
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l’altro si sente criticato qualunque cosa faccia
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uno sente di non essere mai abbastanza
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l’altro teme di non essere visto
Queste paure non sempre vengono esplicitate, anche perchè spesso chi le porta non ne è consapevole.
Così si manifestano attraverso le accuse, le critiche, i silenzi o la rigidità. E questi conflitti tendono a ripetersi lasciando ognuno a vivere una profonda solitudine. Creano distanza e disconnessione emotiva. Fino al momento in cui si riesce a parlare delle proprie emozioni.
Cosa non funziona
Non funziona affrontare il problema ad un livello pratico e concreto, quando invece si tratta di un problema emotivo. Dunque non serve a niente cercare di spiegarsi meglio o di trovare argomenti più convincenti. Il cambiamento inizia quando invece di capire chi ha ragione e chi ha torto, si cerca di comprendere cosa accade a livello emotivo quando si litiga.
Un esempio concreto
Le coppie che arrivano in studio spesso litigano per l’organizzazione dei figli o per i rapporti con le famiglie d’origine. Il tema della suocera rimane ancora uno dei più gettonati. Mi sembra di sentirla la moglie arrabbiata che urla: “Tua madre è davvero impossibile!” E il marito affranto che risponde “A te non va mai bene niente!” Il tema sembra pratico. E la tentazione sarebbe quella di affrontarlo così. Se ci si prende il tempo e si cerca di capire cosa muove delle emozioni cosi forti, spesso si scopre che sotto c’è un bisogno di riconoscimento non soddisfatto, la paura di fallire e di non essere all’altezza.
Quando si riesce a nominare ciò che sta sotto, la conversazione cambia tono. Letteralmente si avverte che il clima emotivo si modifica. Entrambi diventano più disponibili all’ascolto, ad accogliere i bisogni dell’altro.
Un ultimo pensiero
Se in famiglia vi trovate a discutere sempre per le stesse cose, può essere determinante considerare che per ciascuno di voi vi siano emozioni importanti che non hanno trovato uno spazio per essere espresse e accolte dall’altro. I conflitti che si ripetono diventano allora un messaggio. Una richiesta d’aiuto.
Ho girato un dedicato a questo tema in cui approfondisco meglio come riconoscere queste dinamiche e come iniziare a guardarle in modo diverso. Puoi guardarlo qui:




